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Viaggio apostolico di Papa Francesco a Cuba Attualità

Viaggio apostolico di Papa Francesco a Cuba

Il manifesto alto 20 piani con l’immagine del Cristo della Misericordia accanto alle storiche gigantografie di Fidel e di Che Guevara saranno le immagini più ricordate della messa celebrata da papa Francesco in Plaza de la Revolucion.

Oltre 200mila cubani - è il dato ufficiale dato da padre Federico Lombardi - hanno partecipato alla celebrazione.

Un popolo “che ama la festa, l’amicizia, le cose belle”, che “cammina, canta e loda” nonostante abbia delle “ferite, come ogni popolo”: così si è rivolto il Papa alle folle, presenti Raoul Castro e la presidente argentina Cristina Kirchner.

Nell’omelia l’invito è stato chiaro: “Il servizio non è mai ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone”. “Chi non vive per servire, non serve per vivere”, ha scandito Francesco. “Dobbiamo guardarci dallo sguardo che giudica - ha detto - e incoraggiarci a credere nello sguardo che trasforma, al quale ci invita Gesù”, che non è “servilismo” ma sentire la prossimità del fratello “fino in alcuni casi a soffrirla”, e a cercare “la sua promozione”.

Il cardinale Jaime Ortega Ortiz, arcivescovo dell’Avana, ha ringraziato papa Francesco “per aver favorito il processo di riapertura nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti”, augurandosi “che il suo richiamo alla pace si estenda non solo agli alti livelli politici, ma che arrivi ai popoli di entrambe le nazioni” per raggiungere anche “l’agognata riconciliazione tra tutti i cubani, quelli che vivono a Cuba e quelli lontano da Cuba”.

Al termine della funzione il Papa ha tenuto l'Angelus domenicale, durante il quale ha pronunciato un appello per la pace in Colombia: “Non possiamo permetterci un altro fallimento in questo cammino di pace e riconciliazione”, ha detto Francesco.

Dopo la messa l’incontro con Fidel Castro, alla presenza della moglie, dei figli e nipoti e del nunzio apostolico a Cuba, mons. Giorgio Lingua. Il Papa e l’anziano leader hanno parlato per 30-40 minuti della salvaguardia dell'ambiente e dei grandi problemi di oggi, in un clima familiare, informale, con uno scambio di doni.
Papa Francesco ha regalato a Castro una copia dell'enciclica “Laudato si'” e la sua esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, ma anche altri due libri, di cui uno sul rapporto fra umorismo e fede. Fidel, da parte sua, ha regalato al Santo Padre il libro intitolato “Fidel e la religione”, intervista realizzata a Castro nel 1985 dal teologo brasiliano Frei Betto.

Il Santo Padre si è recato, quindi, nella cattedrale barocca dell’Avana vecchia, costruita dai gesuiti, per recitare i Vespri con il clero locale. Qui si è commosso per la testimonianza di una giovane religiosa che lavora con disabili gravissimi.

Parlando a braccio, con grande humour ha fatto l’esempio di una congregazione religiosa che mette i soldi da parte “ma Dio gli manda un economo disastroso che la rende povera: questa è una benedizione di Dio”, ha esclamato.

“La Chiesa è povera, Dio la vuole povera”. Non cedere alle lamentele, non aver paura delle discussioni, essere sempre attenti agli ultimi, ma soprattutto non essere troppo duri nel confessionale, questi gli altri inviti del Papa: “Non stancatevi di perdonare - ha ribadito -. Pensate che quella persona potreste essere voi o che potreste cadere ancora più in basso”.

Con i giovani al centro “Varela”, come spesso accade, il Papa è stato più spontaneo e allegro.

Nella piazza davanti al centro “Varela”, dopo aver ascoltato Leonardo, studente di storia, ha parlato seduto, chiedendo loro di sognare in grande, coltivare l’amicizia sociale, di essere uniti nonostante le differenze, credendo nella cultura dell’incontro.

"Non smettete di sognare come invece hanno fatto molti vostri coetanei in Europa", ha detto il Papa, con un riferimento amaro alla disoccupazione dei giovani in Europa: “Ci sono Paesi con il 40, il 47, il 50% di giovani sotto i 25 anni senza lavoro. Se un popolo non si preoccupa di dare lavoro ai giovani non ha futuro, e i giovani diventano parte della cultura dello scarto in questo impero del dio denaro”.

Consapevole di rivolgersi anche a giovani atei o praticanti di altri riti - come l’umbanda e la santeria -, oltre alla consueta richiesta di pregare per lui ha aggiunto: “Se qualcuno di voi non è credente che almeno mi auguri cose buone”.