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Essere di esempio e di orientamento in questo tempo di grande angoscia Dalla Diocesi

Essere di esempio e di orientamento in questo tempo di grande angoscia

Comunicato del Cardinale Crescenzio Sepe in vista della prossima Pasqua

“Come Pastori, membri della Chiesa italiana e cittadini di questo Paese- dice con forza Il Cardinale Sepe – siamo tenuti a rispettare le disposizioni delle Istituzioni pubbliche.

In questo tempo di grande angoscia per la gravità della tragica epidemia che travolge tanta parte del territorio nazionale, dobbiamo essere di esempio e abbiamo anche il dovere di orientare, informare, formare e guidare il popolo di Dio.

RIBADISCO che valgono le indicazioni che, con quattro comunicati precedenti, ho ritenuto doveroso fornire a Parroci, Presbiteri, Religiosi, Religiose, Diaconi, Seminaristi, Associazioni e Movimenti ecclesiali di questa Arcidiocesi.

Ora, come sempre, siamo tenuti a dare testimonianza di una Chiesa che vive e opera in comunione, a servizio del popolo di Dio e per il bene comune. Nessuno, pertanto, deve sentirsi solo e neppure deve agire in autonomia, ma deve attenersi, in coscienza, alle disposizioni comportamentali che come Vescovo ho dovuto impartire nel pieno rispetto delle norme, nazionali e regionali, introdotte per combattere il terribile “coronavirus”, a tutela della salute e della vita di ciascuno e di tutti.

Di conseguenza, ricordo con fermezza che:

*Non si esce di casa se non per i motivi fissati dalle Autorità civili (lavoro,
salute, necessità).

*Non sono consentite tutte le cerimonie religiose.

*Le Chiese restano aperte ogni giorno, soltanto per alcune ore del
mattino e unicamente per consentire a qualche fedele di confessarsi o di
confidare una sua pena al parroco o per una breve preghiera individuale;
comunque nel rispetto assoluto della distanza di almeno un metro tra
persone e in numero assolutamente ridotto in maniera da non creare
assembramento.

*Al sacerdote è consentita la celebrazione della Messa rigorosamente in
privato, senza l’assistenza di alcuno e senza dare l’Eucaristia neppure al
diacono se presente.

*Non è necessario procedere alla esposizione del Santissimo Sacramento
o alla benedizione.

Poste queste premesse, nella Settimana Santa, a partire dalla Domenica
delle Palme, tutti si uniformeranno, in comunione, alle celebrazioni fatte
a porte chiuse nella Chiesa Cattedrale e trasmesse, generosamente, in
diretta televisiva dall’ emittente Canale 21.

*E’ evidente che è vietato assolutamente distribuire palme e acqua santa.

A Pasqua il capo famiglia guiderà la preghiera e benedirà con il segno
della croce.

Sembra superfluo far presente che se vi saranno diversi orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana se ne prenderà atto e non mancherò di dare a tutti tempestive istruzioni”.