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"Migranti: dall'accoglienza all'inclusione" In Evidenza

"Migranti: dall'accoglienza all'inclusione"

Migranti: dall’accoglienza all’inclusione

Lo scorso 9 maggio si è tenuto il convegno Migranti dall’accoglienza all’inclusione, organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Donnaregina” in concerto con la Caritas di Napoli. L’incontro, introdotto dal direttore, prof. Antonio Scarpato, e moderato dal vicedirettore di Caritas Napoli, Giancamillo Trani, è stato promosso per incoraggiare un momento di riflessione sulla recente lettera pastorale “Accogliere i pellegrini” del Cardinale Crescenzio Sepe.

L’umanità dei migranti come il “sesto continente”
Nella prima relazione il prof. Vito Del Prete, partendo dalla sua esperienza internazionale di studioso e missionario del PIME, ha inquadrato il fenomeno migratorio quale elemento strutturale della modernità che è generato in modo principale dalla povertà e da persecuzioni di varia natura. L’occidente non è l’unico punto di approdo per i migranti, in quanto sono coinvolti tutti i continenti, si può quindi definire “l’umanità dei migranti” come il “sesto continente” da intendersi non in senso geografico ma figurato. Per tali ragioni si deve rifuggire dalle narrative predominanti: la prima, populista e discriminatoria, che associa i migranti a ogni male della nostra società (criminalità, spesa pubblica, assenza di servizi); la seconda, ”buonista” e ingenua, che nega alla radice i problemi strutturali che pone l’immigrazione anche all’interno della comunità dei fedeli. L’inclusione, quindi, si raggiunge attraverso una miscelazione di culture, etnie, popoli e soggettività che vanno a formare una nuova realtà multiculturale. Tale nuova realtà rappresenta una nuova sfida per la chiesa, ovvero la sfida di contribuire alla formazione di questo nuovo contesto innestandolo di valori evangelici.

Il linguaggio della musica: i Migrangels
Il pomeriggio è proseguito con la presentazione di esperienze felici di integrazione realizzate nel territorio campano. Don Federico Battaglia, accompagnato dal gruppo dei Migrangels, ha raccontato come la musica proprio per il suo linguaggio universale aiuti a superare le barriere e possa rappresentare un canale privilegiato per l’inclusione, favorendo l’interazione tra soggetti di cultura, credenza religiosa e lingua differente.

Più formazione per i giovani immigrati
Roger Sylvestre Adjicoudè, dirigente Ufficio immigrazione della diocesi di Aversa, ha ripercorso le tappe della sua esperienza migratoria evidenziando le differenze che sono emerse negli ultimi anni. Il mondo dell’immigrazione è cambiato, prima i migranti avevano un progetto esistenziale ora invece la situazione è più sfumata. Per questo motivo ha esortato i giovani migranti a pretendere di più, ma non in termini materiali o di beni di consumo bensì in opportunità di istruzione, formazione e apprendimento linguistico.

La situazione in provincia di Napoli
Nella parte finale del convegno è intervenuta la dott.ssa Rodà, responsabile immigrazione della Prefettura di Napoli, per delineare il quadro presente nella nostra provincia. Attualmente sono ospitati 4.300 migranti nei centri di prima accoglienza e circa 500 negli Sprar. Proprio il modello dello Sprar ha osservato la dottoressa, finalizzato all’inclusione attraverso una distribuzione diffusa e parcellizzata dei migranti sul territorio, stenta a decollare in quanto in provincia di Napoli solo 12 comuni hanno presentato dei progetti.

Accogliere gli immigrati, missione centrale della Chiesa
La proficua giornata di riflessioni si è conclusa con l’intervento del Cardinale che ha sottolineato come il tema dell’accoglienza e l’incontro con il forestiero sia una missione centrale per la Chiesa e come possa diventare un antidoto contro ogni forma di chiusura. L’incontro con l’altro può tramutarsi in un’opportunità di arricchimento reciproco e può condurci ad uno stile di vita più aperto.

 



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