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La questione gender e la famiglia cristiana esperta in umanità In Evidenza

La questione gender e la famiglia cristiana esperta in umanità

Incontro formativo interparrocchiale

Lunedì 1 febbraio 2016, presso l’Istituto Sacro Cuore a Casoria, si è svolto l’incontro conclusivo nell’ambito di un percorso formativo per operatori pastorali, insegnanti, animatori ed educatori, legato alla questione del gender. Il primo incontro, dello scorso 18 gennaio, è stato presieduto dal Vescovo Ausiliare della Diocesi di Napoli, Sua Eccellenza Mons. Lucio Lemmo.

Il relatore don Antonio Scarpato, Direttore dell’ISSR Donnaregina di Napoli, ha sviluppato il tema “Uomo e donna secondo Dio”, con una serie di “provocazioni”, volte a provare a scardinare preconcetti e luoghi comuni, invitando all’ascolto e al dialogo senza dogmatismi e senza negoziare sui principi fondanti il progetto di Dio per l’intera famiglia umana.

Rispetto della dignità di ogni persona

Don Antonio, ha tenuto ad affermare previamente, che, sempre e comunque, occorre avere rispetto della dignità di ogni persona umana, riportando a tal proposito alcuni stralci della Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, del 1986, a firma dell’allora Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, Card. J. Ratzinger. Ha messo anche in evidenza, come, nella Diocesi di Napoli, fin dal suo insediamento, il nostro Cardinale, Crescenzio Sepe, si è preoccupato dell’accoglienza e della cura pastorale di tutti, principalmente, delle persone più povere e bisognose e, talvolta, “discriminate”. Non si è mai chiuso al dialogo. Ha incontrato e incontra più volte durante l’anno i poveri, gli ammalati, i carcerati, senza trascurare quelle persone che si sentono penalizzate o colpevolizzate come i divorziati e gli omosessuali, che non sono una categoria a parte.

“Diversità non è avversità”

Non è bene che l’uomo sia solo”, partendo da questo passo di Gn 2,18 don Antonio ha proseguito il suo intervento ponendo l’accento sul fatto che l’uomo è stato creato non per essere solo, ma per la relazione; relazione che non può darsi con nessun altro essere, se non con “qualcuno che gli corrisponda”, che gli sta di fronte come pari, che sia “carne dalla sua carne e osso dalle sue ossa”.

Maschio e femmina li creò”, pur nella pari dignità, uomo e donna sono diversi, su questo aspetto della diversità, non solo tra uomo e donna ma anche tra le singole persone, don Antonio ha molto insistito, facendo notare che essa è una ricchezza, che se tutti fossimo uguali cosa avremmo da scambiarci? Ha messo in evidenza quella verità secondo la quale Dio non ci ha creati in fotocopia, che non esiste un altro me stesso. Tutto questo - ha aggiunto -, non è opera dell’uomo ma disegno di Dio “ab - origine”.

La diversità dunque non è avversità bensì ricchezza, motivo di crescita personale e comunitaria dovuta al confronto e alla relazione dell’“io” con un “tu”. Questa relazione ci dice che l’uomo, creato a immagine di Dio, ha in se stesso la vocazione all’alterità, Il Noi della Santissima Trinità è riversato nell’umanità (uomo-donna) resa capace di amare e di collaborare con il Creatore nel dono della vita.

Incontrare l’altro nella sua diversità

Altro spunto di riflessione per l’assemblea è venuto dall’invito di don Antonio a tener presente che ogni persona aspira ad essere felice ad amare, e a sentirsi amata, indipendentemente dalla propria appartenenza religiosa; compito del cristiano è entrare in dialogo con tutti, “incontrare” tutti, ascoltare, senza porsi su nessun piedistallo: la fede non è un’opinione, la mia contro la tua! La fede non è un’ideologia da veicolare. La fede è Cristo Risorto, motore della storia e ragione del nostro esistere ed agire. La fede quindi è un’esperienza singolare, personale con la persona di Gesù Figlio del Dio vivente. Paolo (cfr 2Cor 13) ci ricorda- ha aggiunto ancora - che ciò che conta è l’amore, un amore non di comodo, in quanto solo “l’amore vero ci fa amare anche ciò che non ci piace”, ed è solo in questa dimensione agapica che è possibile “incontrare l’altro”.

Il dialogo che nasce da una comunicazione autentica

Il nostro problema, ha chiarito don Antonio, è legato al linguaggio e alla comunicazione, spesso infatti si creano incomprensioni dovute al fatto che non ci sappiamo porre nei confronti di chi ci sta davanti in modo adeguato.

Ciò avviene allo stesso modo anche nell’educazione, educare non vuol certo dire riempire sacchi, quanto, piuttosto, trarre fuori. Quel che conta, ha aggiunto il Relatore, sono i modelli educativi che proponiamo, parte tutto da lì. L’importante è non lasciarsi sviare da tutto quello che ci viene propinato, bisogna andare alla radice delle questioni, altrimenti corriamo il rischio di stare sempre in “emergenza”.

La cosa che conta oggi è riuscire ad instaurare un dialogo con chi ci sta davanti; occorre una comunicazione autentica basata sulla sincerità, sulla voglia non solo di ascoltare ma anche di capire l’altro. Per far ciò, risulta chiaro, che non ci si può fermare alle apparenze, formulando un giudizio sommario e perentorio che nulla ha a che fare con l’accoglienza di cui ciascuna persona abbisogna.

Fulcro di tutto chiaramente è la formazione. Tutti sappiamo amare! Ma chi ce l’ha insegnato? Molto probabilmente ciò che chiamiamo amore si identifica con altre realtà emotive: possessione, gelosia, premura, preoccupazione. L’amore, anche il troppo amore a cui spesso i genitori danno la colpa quando i figli deludono le loro aspettative, non fa mai male!

L’intervento di don Antonio Scarpato è stato molto apprezzato dall’assemblea, peraltro molto numerosa. La voglia di voler ulteriormente approfondire tematiche inerenti a quanto da lui esposto, ha fatto sì che molte persone chiedessero alla fine del suo intervento qualche altro futuro incontro.

In forma del tutto informale e anonima, anche il Presidente dell’Arcigay della Campania ha seguito l’incontro, rivelandosi solo alla fine della serata per ringraziare il Relatore per il modo equilibrato con cui ha trattato una questione difficile e delicata.



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La questione gender e la famiglia cristiana esperta in umanità - Casoria 1 febbraio 2016
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