Firmato accordo tra ISSR "Donnaregina" e Caritas di Napoli In Evidenza

Un nuovo patto tra ISSR e Caritas di Napoli
Alla vigilia del nuovo anno accademico, l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Donnaregina” e la Caritas di Napoli hanno stipulato un nuovo accordo per una maggiore sinergia.
Giovedì 1 ottobre, alla presenza del delegato arcivescovile don Adolfo Russo, è stato sottoscritto un patto tra le due realtà della Chiesa di Napoli, rappresentate dai rispettivi direttori: don Antonio Scarpato per l'ISSR e don Vincenzo Cozzolino per la Caritas.
L'accordo è stato firmato alla presenza del corpo docenti e dei rappresentanti degli studenti (Accordo ISSR-Caritas).
Il prof. Scarpato ha introdotto il momento sottolineando come, in realtà, non si tratti di un protocollo tra due enti distinti, ma di un progetto sottoscritto da due organismi di una stessa istituzione al servizio della Chiesa di Napoli.
Coniugare teoria e pratica
L'intesa nasce dall'esigenza di dover coniugare teoria e pratica nella formazione integrale degli operatori ecclesiali, soprattutto lì dove la proposta dell'ISSR prevede l'indirizzo pastorale-catechetico-liturgico e la formazione teologica al diaconato permanente.
Così come avviene con il tirocinio nelle scuole per gli studenti che hanno scelto il percorso pedagogico-didattico, i candidati al diaconato e/o tutti coloro che hanno scelto l'indirizzo alternativo, necessitano di un'esperienza di campo in grado di far emergere la duplice dimensione sociale ed intellettuale della carità.
Per raggiungere tale scopo, gli studenti dell'indirizzo pastorale-catechetico-liturgico, i futuri diaconi e coloro che parteciperanno alla nascente Scuola di alta formazione per consulenti in bioetica, devono integrare i crediti acquisiti in aula con un idoneo servizio pastorale in luoghi ed ambienti adeguati. La Caritas di Napoli, a tal proposito, accoglie questa esigenza attivando, così, una fattiva collaborazione con l'ISSR “Donnaregina”.
Don Cozzolino: recuperare la dimensione pedagogica della carità
L'accoglienza, a sentire don Vincenzo, è reciproca. “Vi ringraziamo perché ci accogliete - ha esordito il direttore della Caritas - A volte non siamo accolti perché lavoriamo con i poveri”. Citando don Tonino Bello, Cozzolino recupera le categorie della povertà e del dolore come due luoghi teologici dell'incontro con Dio. “Senza i poveri - incalza - abbiamo perso la possibilità di incontrare Dio”.
Il pensiero successivo va, poi, a Napoli, “una città dove è più facile schierarsi dalla parte del male che del bene”. Così Cozzolino, nel contesto accademico dell'ISSR, rivolgendosi ai docenti, propone la sua ricetta: “recuperare la dimensione pedagogica della carità, per costruire una Napoli diversa”.
Don Adolfo Russo: una fede che abbruttisce! Dove abbiamo sbagliato?
Al direttore della Caritas fa eco don Adolfo Russo. Sulla stessa linea, il delegato del Cardinale parla della necessità di “costruire percorsi per una vicinanza tra cattedra dei sofferenti e cattedra accademica”. Il messaggio è chiaro: “imparare dai poveri e dai sofferenti”. Questi, dal profondo delle loro sofferenze, hanno molto da insegnare.
Così, anche don Adolfo, rivolge il suo pensiero a Napoli, città dal duplice primato: “Chiesa di Santi, piena di disagi, dove la religione non è sempre un elemento di evoluzione, ma a volte di degrado”.
La provocazione è forte: “abbiamo educato ad una fede che abbruttisce! Dove abbiamo sbagliato? Non si può essere uomini di fede senza responsabilità al bene comune”.
Foto correlate



03/10/2015 14.21











Bacheca