Lettera del direttore per il ritiro d'Avvento In Evidenza

Tante parole per non parlar d'amore, tanta cultura per non saper amare.
Sai tante cose ma non cos'è l'amore; il tuo discorso non m'ha toccato il cuore.
Per te l'amore è un gioco di parole; parole nuove per non parlar d'amore.
Sai tante cose, ma non c'è l'amore; troppa cultura ti ha inaridito il cuore.
(M. Giombini)
Carissimi,
a volte si può correre il rischio di parlare di Dio, senza parlare con Dio.
Molti santi sono stati anche dei teologi illuminati; ma sappiamo pure che non tutti i teologi sono stati santi.
La ricerca teologica è sempre sostenuta dal desiderio di chi, con cuore sincero, quasi grida: il tuo Volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo Volto (Sal 26).
Sono persuaso che la nostra Comunità accademica vive e progredisce nell'amore solo se la teologia insegnata, diventa anche una teologia pregata.
I ritiri, i momenti di spiritualità, i tempi forti dell'anno liturgico ci offrono una preziosa occasione per accordare mente e cuore, scienza e fede, sentimento e ragione e camminare insieme per cantare la Verità con inni e cantici spirituali, con la stessa gioia di quella donna del vangelo che avendo trovato ... convoca le amiche e le vicine, dicendo: "Gioite con me, poiché ho trovato la dramma che avevo perduta!"
Per questo i ritiri costituiscono parte integrande del nostro cammino accademico.
Le lezioni ci aiutano a formarci con quella consapevolezza che ci fa dire:
O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! (Rm 11,33).
La preghiera ci mette nell'umiltà di fronte a un così grande Mistero:
Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen (Rm 11,36).
Carissimi, Vi esorto a vivere con gioia e in totalità il nostro prossimo ritiro spirituale di Avvento, perché è una preziosa occasione di fraternità e di unità, consapevoli che solo insieme possiamo andare molto lontani.
Ti aspetto giovedì 18 dicembre alle ore 15,30
Ci metteremo tutti all'ascolto dell'unico Maestro, Gesù di Nazareth, il Verbo di Dio.
Non mancare, la tua presenza è preziosa.
Il direttore
Prof. Antonio Scarpato



16/05/2015 09.30
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