Area Studenti

Hai perso la password?
ISSR DonnareginaISSR Donnaregina

VIVERE UN LAMPO DI LUCE: IL "PERINATAL HOSPICE" In Evidenza

VIVERE UN LAMPO DI LUCE: IL "PERINATAL HOSPICE"

L'accoglienza oltre l'umana sofferenza
La pienezza dell'amore in un attimo infinito, come il tutto della vita in un frammento concepito. L'esperienza trasformante dell'accoglienza, oltre l'umana personale sofferenza, poiché è possibile curare anche quando per la medicina sembra che ci sia poco da fare. Un messaggio chiaro, forte, sostenibile sul piano umano, colto nella sua bontà performatrice e trasformato in progetto d'amore dalla dott.ssa Elvira Parravicini, neonatologa, docente del Columbia University Medical Center di New York, ideatrice della confort care e fondatrice del Perinatal Hospice.

Vivere un lampo di vita: il perinatal hospice
Presentato il 9 novembre u.s., presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose “Donnaregina” di Napoli, nel contesto del convegno “Vivere un lampo di vita: il perinatal hospice”, l'argomento trattato ha attirato l'attenzione dei partecipanti, studenti e personale docente, convocati dal direttore prof. Antonio Scarpato, dimostrandosi pienamente attinente con la contestuale nascita del dipartimento di Bioetica dell'ISSR.

Il progetto, indirizzato ai neonati terminali e ai loro genitori, nasce nel 2007 quando la dott.ssa Parravicini, confrontandosi con la triste realtà di vite nascenti incompatibili con la vita, decide di rispondere alle sofferenze dei neonati e dei genitori, creando un rapporto di prossimità per tutta la durata della gravidanza e della, seppur breve, vita post-parto.

Trasmettere la verità con la bellezza, una sfida davvero ardua, accolta dalla dott.ssa e dalla sua equipe, che in poco tempo ha portato alla fondazione del Perinatal Hospice e all'assunzione della confort care.

La terapia della tenerezza: la confort care
“La verità si trasmette con la bellezza”, così la relatrice sintetizza il metodo adottato. “La medicina - spiega - può essere compresa con il termine inglese healing il cui significato esula dalla mera guarigione, ma richiama la tenerezza, l’affezione. La medicina ha dunque come movente il bisogno profondo di rispondere a un grido di aiuto”.

Il programma della confort care si basa sui principi fondamentali previ qualsiasi possibile cura farmaceutica: nutrizione, accoglienza, bisogno di essere tenuto in braccio per ricevere calore. A tal proposito Parravicini prosegue: “Ci vuole pazienza e creatività, il sentimento prevalente dei genitori è quello della gioia, la gioia di avere il bambino con loro anche per poche ore. Quando i bambini nascono siamo coscienti che avranno una vita breve ma noi facciamo in modo che quella vita sia la più bella possibile. Non è vero che non c’è più nulla da fare poiché c’è sempre qualcosa da fare. La vita è limitata per tutti ma la sua bellezza si misura sull’intensità dell’oggi. Confort care si occupa di questo: vivere intensamente una vita breve, aiutando il bambino a vivere per curare il suo sogno di felicità”.

L'aborto terapeutico: la scelta di una madre
Le parole della dottoressa hanno preso forma dimostrando la loro bontà nella testimonianza di Titty e Michele, coppia a cui era stata diagnosticata una malformazione del loro bambino al quinto mese di gravidanza.

L’aborto terapeutico, al momento della diagnosi, sembrava l'unica soluzione medica praticabile, ma non per la donna: “Non desideravo interrompere la gravidanza, la mia scelta non è stata dettata dal mio essere cattolica ma una scelta di madre”.

L'accoglienza di un messaggio d'amore
Presente al convegno la referente infermieristica del prenatal hospice di Villa Betania, Franca Saracin e altri esponenti e collaboratori di questa nuova realtà che progressivamente si sta dislocando su tutto il territorio nazionale.

Numerosi gli interventi degli studenti e dei docenti che hanno manifestato interesse e coinvolgimento per la tematica affrontata.

Teologia di prossimità alla vita
Nella fase conclusiva è toccato al direttore convergere la riflessione sul piano dell'incontro tra studio e vita: “La teologia si deve fare prossimità ed essere applicata alla vita ed ad ogni situazione vissuta dall’uomo”. Citando poi una frase del Prof. Sgreccia ha terminato: “Non sempre le persone si possono curare, ma sempre delle persone bisogna prendersi cura”.

Se prima della della morte c’è la vita, anche il dolore possiede un mistero di bellezza. La vita è adesso e dobbiamo celebrarla!



Foto correlate

Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015
Vivere un lampo di luce: "Il Perinatal Hospice" - Lunedì 9 novembre 2015